eSquare 
eSquare
     cerca su eSquare
Chi siamo
 
Abitare
Alimentazione
Animali
Blog
Controinformazione
Cultura
Informazione
Internazionale
Interventi & Contributi
Musica
Natura
Salute
Scienza e Tecnologia
Servizi
Solidarietà
Sport
Viaggi e Turismo
Vivi la tua città
Previsioni Meteo
prossime 24 ore
Previsioni meteo per le prossime 24 ore nelle Marche
previsioni a cura di
Osservatorio Geofisico Sperimentale Macerata
www.PGIRE.it
Pagine Gialle Internet di Reggio Emilia
I siti WEB delle ditte di Reggio Emilia
SOLIDARIETÀ   Indietro
 Nessuno Tocchi Caino  Amnesty International  Appelli, interventi e iniziative  FORUM
Pagine per risultati: 
 12 
NIGER: APPELLO PER ABOLIZIONE PENA CAPITALE
 HANDS OFF CAIN
1 settembre 2010: il Niger ha l’”occasione storica” di abolire la pena capitale nella nuova costituzione che il mese prossimo sarà sottoposta a referendum, si legge in un comunicato di Amnesty International.
La misura viene definita da Amnesty “essenziale” per il ripristino e consolidamento dello stato di diritto nel Paese, dopo il colpo di stato del 18 febbraio 2010.
Una commissione istituita per rivedere la Costituzione, il mese scorso ha approvato una bozza contenente più di 130 emendamenti, inclusa l’amnistia per gli autori del colpo di stato.
A gennaio prossimo il Niger terrà le elezioni per designare il successore del presidente Mamadou Tandja, che ha guidato il paese per 10 anni prima di essere deposto.
Il leader della giunta militare, il generale Djibo Salou, a marzo ha deciso di escludere i militari dalla corsa per la Presidenza.
Le ultime esecuzioni effettuate in Niger risalgono al 1976. Furono allora giustiziati il Comandante Bayéré Moussa, il Capitano Sidi Mohamed e Ahmed Mouddour, segretario generale della confederazione sindacale UNTN, condannati a morte dalla Corte di Sicurezza per aver partecipato al tentativo di colpo di stato nel marzo dello stesso anno.
Segue...
 
UGANDA: CONDANNA CAPITALE CONFERMATA IN APPELLO
 HANDS OFF CAIN
1 settembre 2010: la Corte d’Appello ugandese ha confermato la condanna a morte di un uomo riconosciuto colpevole dell’omicidio di suo nonno.
Si tratta di Ronald Seruyange, 27 anni, che secondo i tre giudici della Corte, presieduta dal giudice George Engwau, avrebbe avvelenato suo nonno Erick Mafuta, nel distretto di Rakai.
Seruyange, reo confesso, aveva presentato appello contro la condanna a morte, che ritiene essere eccessiva.
Per l’imputato, il giudice non ha valutato bene le circostanze, negando la possibilità di attenuare la sentenza.
Secondo l’Alta Corte togliere la vita ad un essere umano è uno sbaglio che non può essere né riparato né perdonato, e che merita solo la grave punizione della morte.
Seruyange è stato condannato a morte nel 2003 dal giudice Mwangushya dell’Alta Corte di Masaka.
Il codice penale dell'Uganda prevede 15 reati capitali: nove raggruppati sotto il titolo collettivo "tradimento" e, poi, reati contro lo stato, stupro, diffusione di un morbo, omicidio, rapina aggravata e rapimento aggravato. La morte è una pena obbligatoria per sei dei reati di tradimento e facoltativa per gli altri.
Segue...
 
IRAN: SAKINEH, FINTA ESECUZIONE PER TORTURARLA
 HANDS OFF CAIN
31 agosto 2010: le autorità del carcere iraniano in cui è rinchiusa Sakineh Mohammadi Ashtiani hanno annunciato alla donna che sarebbe stata impiccata il giorno seguente, cosa che non è poi avvenuta, ha denunciato al giornale inglese The Guardian il figlio della Ashtiani.
In base alla falsa comunicazione data alla donna il 28 luglio, l’impiccagione sarebbe dovuta avvenire la mattina seguente all’alba.
La Ashtiani, che è stata condannata alla lapidazione per adulterio, ha messo per iscritto le proprie volontà ed ha abbracciato i compagni di cella nel carcere di Tabriz all’approssimarsi della chiamata per la preghiera del mattino, quando cioè si aspettava di essere portata al patibolo.
“Le pressioni internazionali hanno finora evitato che le autorità iraniane eseguissero la condanna a morte, ma la stanno uccidendo ogni giorno in tutti i modi possibili”, ha detto al giornale uno dei due figli della Ashtiani, il 22enne Sajad.
L’annuncio alla donna della finta esecuzione è giunto dopo che per giorni le autorità carcerarie hanno negato a familiari ed avvocati la visita alla prigioniera.
Ai suoi bambini è stato detto che la donna non voleva vederli mentre a lei è stato detto che nessuno aveva chiesto di incontrarla.
Sajad è venuto a conoscenza di questo ultimo episodio di violenza psicologica contro sua madre da una telefonata avuta con lei ieri.
“Sono furiosi per la mobilitazione internazionale in favore di mia madre, così si vendicano contro di lei”, ha detto. “Più sono le pressioni provenienti dall’estero, più loro la maltrattano”.
La Ashtiani, 43 anni, ha già subito 99 frustate per aver avuto “una relazione illecita fuori dal matrimonio” nel 2006, ma un altro tribunale ha riaperto il suo caso dopo l’omicidio di suo marito. La donna è stata assolta dall’accusa di omicidio ma giudicata colpevole di adulterio e condannata alla lapidazione.
Da quando il suo caso è alla ribalta internazionale, le autorità iraniane la indicano come complice nell’omicidio di suo marito, nonostante il suo avvocato Houtan Kian, nominato dal governo, abbia accusato le stesse autorità di aver inventato accuse contro di lei.
Sajad crede che l’unico motivo per cui sua madre è ancora viva sia la mobilitazione internazionale per il suo rilascio. “Prego che tutti nel mondo continuino a sostenerla, è l’unico modo utile per evitarle l’esecuzione”.
In un incontro avuto oggi nell’ufficio della magistratura della sua città, a Sajad è stato detto che il fascicolo relativo all’omicidio di suo padre è andato perso. “Stanno mentendo sulle accuse mosse a mia madre. Lei è stata assolta rispetto all’omicidio di mio padre, ma ora il governo sta presentando la propria falsa versione”.
La settimana scorsa l’abitazione dell’avvocato Kian è stata rovistata da agenti in borghese e diversi documenti, compreso quello che attesta l’assoluzione di Sakineh nel caso dell’omicidio del marito, sono stati confiscati.
Da allora le autorità hanno reso impossibile reperire una copia della sentenza. “Stanno distruggendo tutti i documenti ufficiali”, denuncia Sajad, “perché sanno che contengono molte discrepanze e contraddizioni”.
 
 
USA: FORSE STOP ESECUZIONI PER CARENZA BARBITURICO
 HANDS OFF CAIN
28 agosto 2010: la penuria di sodio tiopentale (Pentothal) su tutto il territorio degli Stati Uniti potrebbe portare ad uno stop delle esecuzioni di diversi mesi.
Il sodio tiopentale è il barbiturico presente in tutti i protocolli di iniezione letale dei vari stati Usa: nei protocolli con tre farmaci costituisce il secondo passaggio, mentre nei nuovi protocolli basati su un unico farmaco è proprio quello previsto.
Tre giorni fa il Kentucky ha reso noto di avere in magazzino solo 9,5 grammi del farmaco. Per una esecuzione servono 3 grammi, più altri 3 come “emergenza” nel caso di complicazioni. Questo ha indotto il governatore democratico Steve Beshear, dopo che i funzionari penitenziari non hanno trovato altro Pentothal nè sul mercato nè in prestito da altri stati, a firmare solo uno dei 3 mandati di esecuzione che gli erano stati sottoposti, e a disporre un rinvio per gli altri due. Per il 16 settembre Beshear ha fissato l'esecuzione di Gregory Wilson, condannato nel 1988 per lo stupro e l'omicidio di Deborah Pooley nel maggio 1987.
Sono state invece rinviate a data da destinarsi le esecuzioni di Ralph Baze, accusato di aver ucciso due poliziotti nel 1992, e di Robert Carl Foley, condannato nel 1993 e 1994 per un totale di 6 omicidi. I funzionari del Kentucky hanno inoltre raccontato che mentre loro stessi contattavano altri stati alla ricerca di Pentothal, altri stati avevano contattato loro per lo stesso problema.
In Oklahoma una esecuzione è stata rinviata dopo che un giudice federale ha imposto una udienza pubblica per discutere la richiesta dello stato di sostituire il pentothal con un farmaco considerato equivalente.
In Ohio i funzionari penitenziari già dall'inizio dell'anno hanno detto che stanno decidendo il calendario delle esecuzioni proprio basandosi sulla difficoltà a reperire il Pentothal.
Il farmaco è prodotto negli Stati Uniti dalla ditta Hospira, che ha sede nei sobborghi di Chicago. Il portavoce della ditta ritiene che le scorte potrebbero essere ripristinate nei primi mesi del 2011, ed ha spiegato che la carenza è derivata dalla carenza di un altro farmaco, il Propofol, di più comune uso nelle sale operatorie. La carenza di Propofol avrebbe indotto diversi anestesisti a ripiegare sul Pentothal, generando così la scarsità del barbiturico.
 
 
GIAMAICA: CONDANNATO ALLA FORCA PER OMICIDI
 HANDS OFF CAIN
26 agosto 2010: un ex-soldato è stato condannato all’impiccagione in Giamaica in relazione a quattro omicidi avvenuti nel 2008.
Si tratta di Leslie Moodie, 35 anni, condannato a morte dal giudice della Corte Suprema Horace March per gli omicidi di quattro persone commessi nel night club Double Diamond nell’ottobre 2008.
Per gli avvocati difensori Moodie era ubriaco quando aprì il fuoco sulle vittime, dopo essere stato provocato.
Nel pronunciare la condanna capitale, il giudice ha sostenuto che l’unica pena imponibile fosse la morte. Le attenuanti – ha detto March – non hanno superato le estreme ed eccezionali circostanze degli omicidi.
L’esecuzione del condannato appare tuttavia improbabile dal momento che in Giamaica non avvengono esecuzioni capitali da più di 20 anni.
Oltre a Moodie, sono almeno altri quattro i prigionieri nel braccio della morte del Paese.
Segue...
 
GIAPPONE: CAMERA DELLA MORTE MOSTRATA ALLA STAMPA
 HANDS OFF CAIN
27 agosto 2010: le autorità giapponesi hanno mostrato alla stampa una stanza per le esecuzioni, consentendo così per la prima volta all’opinione pubblica nipponica di vedere il luogo dove i condannati a morte vengono impiccati.
Il tour per i giornalisti, durato circa 30 minuti, è stato organizzato dal Ministero della Giustizia nella “Detention House” di Tokyo, sulla base delle istruzioni fornite dal Ministro della Giustizia Keiko Chiba, intenzionata a suscitare pubblico dibattito sulla pena capitale.
Funzionari della struttura carceraria e del Ministero hanno accompagnato i circa 20 giornalisti nella stanza delle esecuzioni, che fa parte di un complesso comprendente le stanze del cappellano, dei funzionari e dei bottoni.
I giornalisti sono stati fatti salire su un piccolo bus e portati fino al complesso, con il divieto assoluto di parlare e di portare altro che penna e blocco per appunti.
La prima tappa è stata la stanza del cappellano, dove i prigionieri possono rivolgersi ad un cappellano nominato dalle autorità della prigione. La stanza ospita una statuetta di buddha, tuttavia su richiesta è possibile avere ornamenti cristiani o shintoisti. Nella stanza vengono offerti ai prigionieri tè, frutta o dolci.
Poi i reporter sono stati accompagnati nella stanza che precede quella delle impiccagioni, dove ai detenuti viene offerta l’ultima possibilità di parlare con il cappellano.
E’ qui che il capo del carcere annuncia formalmente le esecuzioni. I prigionieri vengono poi bendati, ammanettati e scortati nella stanza delle impiccagioni.
Una tenda è l’unica cosa che separa la stanza delle esecuzioni da quella precedente, impedendo così ai detenuti di vedere la corda che, fissata al pavimento, pende da una carrucola posta sul soffitto.
I giornalisti non hanno potuto vedere la corda dal momento che – come hanno spiegato le autorità carcerarie – questa viene istallata solo in occasione di esecuzioni.
Nella camera delle esecuzioni, le gambe del prigioniero vengono legate, il cappio viene stretto intorno al collo ed il prigioniero sta in piedi al centro di un quadrato rosso, posto in corrispondenza della botola.
Poi tre addetti entrano in una stanza laterale in cui ci sono tre bottoni, che vengono premuti nello stesso momento in modo da non sapere chi effettivamente apra la botola.
Dalla stanza a loro riservata, i funzionari assistono all’impiccagione.
Dopo che un medico ha confermato il decesso, entro cinque minuti il corpo viene sistemato nella bara.
Segue...
 
GAMBIA: QUATTRO CONDANNE CAPITALI
 HANDS OFF CAIN
26 agosto 2010: quattro persone sono state recentemente condannate a morte in Gambia, in due casi distinti.
Il 23 agosto Lamin Faye è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale Penale Speciale di aver colpito a morte con un coltello Mustapha Jammeh, il 13 giugno 2009 nel villaggio Gunjur, nel distretto Kombo Sud, nella Regione Occidentale del Paese. Il Tribunale era presieduto dal giudice Joseph E. Ikpala.
Il 19 agosto tre uomini sono stati condannati a morte dall’Alta Corte di Basse.
Bangally Jallow, Samba Doro Bah e Sunkari Kanteh sono stati riconosciuti colpevoli di omicidio, cospirazione con finalità omicide e rapina a mano armata. I tre avrebbero ucciso con armi da fuoco Mamadou Jallow nel villaggio di Miseraba Mariama, distretto di Kantora, nella Regione dell’Upper River.
L’Alta Corte era presieduta dal giudice Lamin Jobarteh.
Segue...
 
IRAN: TRE IMPICCAGIONI IN PUBBLICO
 HANDS OFF CAIN
11 agosto 2010: tre uomini sono stati impiccati in pubblico ad Ezna, città situata nella provincia iraniana del Lorestan, nell’ovest del Paese. In base alle testimonianze raccolte dall’organizzazione Iran Human Rights le esecuzioni hanno avuto luogo di pomeriggio.
L’agenzia di stampa ufficiale Fars ha identificato i tre uomini solo come "S. R.", "A. M." e "M. Kh.", riconosciuti colpevoli del sequestro, avvenuto l’anno scorso, di una persona identificata come "M. A."
Le impiccagioni sono state effettuate nella piazza "Namaz" della città, alla presenza di più di 200 spettatori e funzionari governativi.
La pena di morte è prevista nella Repubblica Islamica per omicidio, rapina a mano armata, stupro, blasfemia, apostasia, cospirazione contro il Governo, adulterio, prostituzione, omosessualità, reati legati alla droga.
Sono almeno 402 le persone giustiziate in Iran nel 2009.
Segue...
 
GUINEA EQUATORIALE: QUATTRO ESECUZIONI PER TENTATO OMICIDIO PRESIDENTE
 HANDS OFF CAIN
21 agosto 2010: quattro militari e funzionari governativi sono stati giustiziati nella Guinea Equatoriale per il ruolo svolto nell’attacco del 2009 contro il palazzo presidenziale. Lo riferisce Amnesty International precisando che i quattro, Jose Abeso Nsue, Manuel Ndong Anseme, Alipio Ndong Asumu e Jacinto Micha Obiang, erano stati condannati a morte da un tribunale militare e giustiziati nello stesso giorno con l’accusa di tentato omicidio del presidente Teodoro Obiang Nguema.
“Questi uomini sono stati riconosciuti colpevoli al termine di un processo iniquo, senza avere la possibilità di presentare appello”, ha dichiarato il responsabile per l’Africa di Amnesty International, Erwin van der Borght.
I quattro erano stati tenuti prigionieri in segreto nel carcere Black Beach della città di Malabo, dove avrebbero “confessato” di aver preso parte all’assalto del 17 febbraio 2009, riferisce l’Organizzazione.
Secondo testimonianze raccolte da Amnesty, i quattro sarebbero stati costretti sotto tortura a rendere false confessioni.
In Guinea Equatoriale, omicidio aggravato, spionaggio e rapina a mano armata sono reati capitali. Non vi è diritto d’appello nei confronti delle sentenze pronunciate dalle corti militari.
Segue...
 
IRAN: TRE IMPICCATI PER DROGA AD ISFAHAN
 HANDS OFF CAIN
22 agosto 2010: tre persone sono state impiccate di mattina nel carcere di Isfahan, in Iran, per traffico di droga.
La notizia è stata riportata dal giornale governativo Kayhan, che identifica i tre come Akbar Z., 33 anni, riconosciuto colpevole del traffico di 826 gr di crack e 108 gr di oppio, Shah S., afghano di 38 anni, che avrebbe trafficato 2 kg di crack, e Hamidreza H., 28 anni, colpevole di essere tossicodipendente e del traffico di 1450 gr di crack, oltre che della vendita di diversi kg della sostanza.
Sono almeno 402 le persone giustiziate nella Repubblica Islamica nel 2009.
Segue...
 
Pagine per risultati: 
 12 
Indietro
MyVoice® Net
la tua posta on-line
La tua e-mail
personale o professionale
sicura e affidabile
nel portale
della tua città
gratis per sempre
le tue foto on-line
Condividi le tue foto più belle e rendile indimenticabili
album.esquare.it
i tuoi annunci

i tuoi annunci gratis nel portale
della tua città
lavoro, casa, animali
tutto ciò che cerchi o che hai da offirie
annunci gratuiti
 
Generazione pagina: 1.23 Secondi
Norme di Utilizzo
PARTITA IVA 01340150356        Sviluppato da CABER Informatica